Il Tempio di Giove Olimpico
Questo immenso edificio sacro, uno dei più grandi in assoluto dell'antichità (solo due templi, a Efeso e Mileti, lo superano in dimensione) presenta numerose singolarità rispetto ai canoni costruttivi dei Greci: periptero esastilo, con superficie complessive di poco meno di 6500mq, era diviso all'esterno da mezze colonne con un diametro di ben 4,50 metri aggettanti da una parete piena intercolonnare.
Costruito nel periodo più splendido della storia di Akragas, questo immenso tempio, alto più di trenta metri, presentava una soluzione del tutto nuova dal punto di vista architettonico: i telamoni, colossali figure umane, elementi decorativi e partecipi, assieme alle colonne, della funzione portante. Uno di essi fu ricomposto intorno alla metà dell’Ottocento da archeologo agrigentino. Il calco (l’originale è esposto nel museo archeologico) è steso al suolo nello stesso spazio della cella.
Gli akragantini avevano quasi portato a termine la costruzione del colossale edificio quando la città venne presa dai Cartaginesi, i quali lo saccheggiarono e ne devastarono l’interno, senza riuscire però a demolirlo.
Il tempio rimase in piedi sino al Medioevo quando, a poco a poco, rovinò completamente.
Il Tempio dei Dioscuri
Nell’ampia area sacra circostante il Tempio di Giove, ove insistono numerosi santuari, tracce di altri templi e la stessa agorà, svettano elegantissime le quattro colonne residue del piccolo edificio realizzato nel V secolo a.C.(rialzate nel 1836)
Era il più piccolo tempio della collina sacra, ma, per forme, numero e disposizione delle colonne, non si differenziava dagli altri più grandi.
Il Tempio di Ercole
Forse il più antico dei templi akragantini (fine VI secolo a.C.) - come testimoniano alcuni caratteri arcaici della costruzione - era certamente il più celebre della città. Periptero esastilo, aveva una superficie pari a circa 2000 mq. Dell’antica costruzione- posta in posizione spettacolare sopra la Porta Aurea- rimangono, purtroppo, solo otto colonne (sulle quali, sia pure in minima parte, si possono scorgere tracce di pittura purpurea) di cui quattro relativi, stupendi capitelli, nonché il basamento e gli avanzi dell’altare.
Il Tempio della Concordia
“Nel Tempio della Concordia - scrive Griffo, uno dei massimi studiosi di Akragas - l’architettura dorico nella metà del V secolo a.C. si presenta in tutta la gamma di raffinate sottigliezze che ne caratterizzano lo stile.
L’ intero edificio, solo che lo si guardi da posizioni idonea, offre anche a occhio nudo – nel basamento, nelle colonne, nella trabeazione – curvature e rastremazioni quali sono note da altri templi greci, ma che qui raggiunsero, forse, estremi applicazioni tali da farne un capolavoro assoluto di forme euritmiche, di squisite armonie, impossibili ad esprimersi con parole”.
Il suo nome è del tutto convenzionale, essendogli stato assegnato poiché vi fu rinvenuta un’iscrizione romana che, tuttavia, con il tempio stesso non ha alcun rapporto. L’ottimo stato di conservazione è dovuto a un fortunato episodio: contrariamente agli altri templi pagani che la superstizione e l’ignoranza dei cristiani vollero demolire, esso fu convertito in chiesa. Nel 1788 l’edificio è stato restituito alla sua antica, ineguaglianza forma.
IL Tempio di Giunone Lacinia
Il nome di questo tempio, quasi del tutto identico a quello della Concordia e posto spettacolarmente su un dirupo, è convenzionale.
Nei pressi sono ancor ben visibili un grande altare per i sacrifici (a est) e un tratto di strda profondamente solcato dalle ruote dei carri.
Il Tempio di Esculapio e la Tomba di Terone
Questo piccolo tempio, sempre de V secolo a.C. , si differenzia dagli altri sia per l’insolita ubicazione fuori dalle mura (valle del Tempio della Concordia),sia per la forma, sia, ancora, per le contenute dimensioni.
La tomba di Terone (o Hereon)si trova nel cuore della necropoli romana che si estende sulle pendici della collina aldilà dell’antica cinta muraria (a sud del Tempio di Ercole).Si tratta di un magnifico esempio di architettura dorica – ionica risalente al III secolo a.C. , innalzato molto probabilmente dai Romani a memoria dei soldati morti durante l’assedio della città.