Abbazia di Santo Spirito
Costruito nel 1260, il complesso, tra i più belli della Sicilia, è costruito dalla chiesa e dall’ adiacente
Monastero cistercense.
La chiesa è caratterizzata, all’esterno, da un magnifico portale di stile chiaramontano sormontato da un ricco rosone, in un contesto barocco più recente. All’interno, settecentesco, si possonoammirare numerosi stucchi serpottiani, un’acqua – santiera del Cinquecento, una Madonna del Gagini (o di scuola gaginesca) ed un magnifico soffitto ligneo a cassettoni.
L’adiacente monastero, o Badia Grande, risalente al 1290, è impreziosito dal magnifico chiostro quadrangolare, uno dei più antichi e meglio conservati della Sicilia, nel quale spiccano vari portali gotici. All’interno del monastero sono conservati alcuni affreschi risalenti ai secoli XVI e XIX.
Chiesa di San Lorenzo e Ipogei
Denominata anche “del Purgatorio”, la chiesa fu costruita nel XVII secolo nel sito di una più antica, omonima costruzione sacra. Elegante il prospetto rinascimentale – barocco . L’interno, a un’unica navata, è impreziosito da otto statue femminile di Giuseppe e Giacomo Serpotta, raffiguranti le Virtù. A sinistra della chiesa, sotto un leone di pitra, si apre il principale degli ingressi agli antichi ipogei: una perfetta rete di acquedotti sotterranei che alimentavano di acqua potabile Akragas, realizzati nel V secolo a.C. dall’architetto Feace.
Chiesa di San Domenico
Sulla piazza Pirandello si trova il bel complesso costituito dalla Chiesa di San Domenico e dell’adiacente ex Convento dei Padri Domenicani.
La Chiesa di San Domenico, una elegante costruzione del XVII secolo, presenta una facciata rinascimentale barocca a due ordini, affiancata da un campanile. Il prospetto è completato da un ordine di lesene che racchiudono le nicchie laterali e da un’ampia finestra centrale.
Nell’elegante, contiguo edificio dell’ex Convento, sede del Municipio, è ricavato il Teatro Luigi Pirandello, opera di G.B: Basile, oggi finalmente restaurato e restituito, dopo un lunghissimo periodo, agli antichi splendori.
La Chiesa e le grotte dell’Addolorata
In fondo alla via Garibaldi si trova la Chiesa dell’Addolorata, gioiello dell’arte barocca, impreziosito da una bella statua lignea della Madonna. Il tempio cristiano è ubicato nell’antico quartiere Rabato.
Sotto la chiesa, eretta su una roccia tufacea, si possono visitare le stupende grotte al cui interno è esposto un plastico riproducente uno scorcio di quartiere cittadino dell’Ottocento realizzato dall’artista agrigentino Roberto Vanadia.
La Cattedrale
Fondata verso la fine delXI secolo dal vescovo agrigentino Gerlando, il tempio, di stile
normanno – gotico, venne più volte ingrandito e rimaneggiato a partire dal XVII secolo, conservando dell’originario impianto solamente le magnifiche monofore,ancora visibili sul fianco destro.
Presenta una facciata a cui si accede per mezzo di un’ampia e morbida scalinata, fiancheggiata dal magnifico campanile incompiuto del XV secolo, abbellito da due ordini di monofore cieche gotico – catalane e da una finestra con balcone sormontata da un bellissimo arco ogivale riccamente ornato.
L’interno, a croce latina, è caratterizzato da tre navate divise da arcate ogivali poggianti su pilastri ottagonali e sormontate da un magnifico soffitto ligneo riccamente dipinto. Ricchi stucchi e affreschi danno un carattere di sontuosità all’insieme.
Nell’ala destra del transetto si apre la piccola cappella di San Gerlando, sormontata da un portale gotico finemente modellato e nella quale è conservata l’Arca, un reliquario del 1639; nella navata di sinistra, segnaliamo la Cappella De Marinis; nell’abside di destra, un gruppo marmoreo di Madonna con Bambino del 1495.
Di notevolissima importanza il Tesoro della cattedrale (momentaneamente trasferito al Museo Archeologico), particolarmente ricco di opere d’arte di alto valore storico e artistico e nel quale spicca il celebre sarcofago di Fedra, elegantissima opera marmorea romana degli inizi del III secolo d.C. ispirata allo stile greco del V secolo a.C.(attualmente nella Chiesa di San Nicola).
Santa Maria dei Greci
Attraverso la via di Santa Maria dei Greci si accede alla omonima chiesetta, nel più antico quartiere della città medievale. Costruita nel XII secolo essa poggia le sue fondamenta sul basamento di un tempio dorico del V secolo a.C. che alcuni ritengono essere quello di Athena, sull’acropoli di Akragas.
Preceduta da un piccolo ed elegante cortile, la chiesa presenta una raffinata facciata ingentilita da un portale duecentesco arabo – normanno e da due finestre e monofore.
L’interno è a tre navale con un bel soffitto che ricorda quello della cattedrale ed è arricchito da alcune tracce di affreschi trecenteschi.
Dalla navata di sinistra è possibile, attraverso uno stretto corridoio, accedere al basamento nord del tempio dorico, de quale sono visibili anche alcuni tamburi di colonne.